LA FITOTERAPIA "La Medicina naturale, non come panacea di tutti i mali ma come una delle branche della medicina" Lo stato di salute non è inteso semplicemente come assenza di malattia, bensì come "benessere fisico, psichico e sociale dell'individuo inserito nel suo ambiente naturale" (definizione OMS) La medicina si divide in due grandi gruppi: - Allopatica, definita anche "medicina del sintomo"; - Naturale, detta anche "delle cause", in quanto prende in considerazione l'uomo in toto e utilizza sostanze di derivazione solo naturale. Tra le rovine di Nippur furono trovate tavolette di argilla, risalenti a più di 5000 anni fa (attribuite ai Sumeri), con caratteri cuneiformi riconducibili a una raccolta di "forme vegetali" contenenti sospensioni, unguenti e decotti. 2400 anni fa Ippocrate, il padre della medicina, consacra la sua esistenza allo studio della medicina e notoriamente alla terapia con la piante. 1800 anni fa Galeno completerà e arricchirà, con la sua prima "Farmacia Galenica", le conoscenze fin qui raggiunte. In questi ultimi 50 anni si manifesta un rinnovamento di interesse per la FITOTERAPIA, grazie soprattutto all'opera di due scienziati (Le Clerc e Valnet), ma anche per una richiesta spontanea di fasce sempre più numerose di pazienti delusi da terapie a volte troppo ricche di effetti collaterali. Per il Ministero della Salute sono da intendersi come medicinali tutte le sostanze aventi proprietà curative o profilattiche delle malattie umane o animali. Per FITOTERAPIA si intende la prevenzione e cura delle malattie con le piante medicinali e loro derivati, attualmente prescrivibili in varie forme farmaceutiche, molte delle quali previste dalla Farmacopea Ufficiale (Italiana ed Europea). La FITOTERAPIA non è una medicina alternativa, bensì si colloca perfettamente all'interno dell'ortodossa farmacologia. Il fitoterapico, al pari del farmaco di sintesi, agisce sull'organismo biologico dell'uomo e dell'animale in virtù delle sostanze chimiche in esso contenute, responsabili delle ATTIVITA' FARMACOLOGICHE e non certo a causa di forze maligne o misteriose. Il farmaco naturale, a differenza di quello di sintesi composto da un unica sostanza, si caratterizza per l'uso del FITOCOMPLESSO, cioè della pianta o dei suoi derivati. L'attività farmacologica di un fitoterapico si distingue da quella di una singola molecola per: -MIGLIORE BIODISPONIBILITA' -SINERGIA D'AZIONE -RIDOTTA TOSSICITA' Con il termine DROGA vengono comunemente indicate le parti della pianta utilizzate a scopo medicinale, in quanto dotate di attività farmacologica. Sono diverse da pianta a pianta per quantità e qualità. Così sono utilizzate la foglie, i fiori, i frutti, i semi, il rizoma o le radici. Ogni pianta ha un proprio "tempo balsamico", cioè un determinato periodo dell'anno (in alcuni casi anche le ore della giornata) in cui il rendimento in sostanze attive è al massimo. La FITOTERAPIA MEDICA esclude categoricamente tutte le piante riconosciute tossiche o comunque non sfruttabili in terapia in quanto tali.
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